I MIEI LIBRI - ALDO STROPPI - ALDO STROPPI - ABBIATEGRASSO

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I miei libri


Fuori porta
Anni settanta. Un giovane si affaccia alla vita, già disilluso. Lascia la scuola, affronta il lavoro. Con gli amici condivide le ansie, le aspirazioni, i dubbi, le agognate certezze che non sente di potersi dare. I primi incontri, i primi amori, che sembrano scuoterlo. Forse davvero si apre.
Sagres
Poesie sparse sopra vento
Voci, versi sparsi sfruttando un vento che sembra non cessare mai, perchè si perdano o si diffondano. Spazi ampi, che lasciano correre veloci, che nulla trattengono, che proprio il desiderio di andare stimolano dentro.
Qualcosa da toccare
Una raccolta che  non è ancora un'immagine dell'uomo ben definita, che non rappresenta ancora una novità di sentimento di vita, che è però frutto di una costante tensione a ciò. Un'antologia di momenti tenuti insieme solo dalla volontà di scrutare, di affrontare; una serie di sguardi alle cose, soprattutto all'uomo.
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Al revés - A rovescio
Un uomo, venuto da lontano per lottare, distrutto interiormente da vicende politiche e personali che gli hanno fatto perdere di vista i motivi profondi delle sue scelte, approda tra i campi e le cascine della provincia milanese.
Una brutta piega
Sono racconti di vita quotidiana. Non raccontano trame complicate, non sono intrisi di suspense né di violenza spicciola, anche se di violenza, quella sottile, ne traspare nel fondo di quasi tutti gli eventi raccontati.
L’autore non sa se doversene dispiacere.
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Rua Luís Vaz de Camões
Dipinge, realizza quadri, quadretti, stampe, fumetti, album fotografici. Vive da solo. Una piccola villa. Ha ricavato una camera che affitta.
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Ci si arriva scrivendo...

C'è ancora troppo bisogno di assoluto. Come risorsa di vita. mentre la vita è in noi, attorno a noi. È necessità, perchè solo l'assoluto la riempe, la giustifica. Dove l'uomo ha perso il mito, ha addirittura assolutizzato se stesso. Ecco quindi il senso di qualcosa di tangibile, da toccare. Qualcosa che svuotando la vita di assoluto, la invada di concretezza ugualmente vana e significante. Ci si arriva scrivendo, leggendo, pensando. Poesie, racconti, pensieri sono momenti. Così vanno presi. Di autobiografico chi scrive lascia solo la sensazione, l'emozione, il sentire.

C'è ancora troppo bisogno di assoluto. Purtroppo.

Abbiamo invece bisogno di qualcosa di tangibile, di concreto, che ci stia vicino

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